Fungo Lion's Mane fresco con texture bianca cascante su tagliere rustico
Pubblicato il Febbraio 26, 2026

Sono le 15 di un martedì qualunque. Ti fissi lo schermo, ma le parole scivolano via. La riunione di un’ora fa? Già dimenticata. Il caffè non funziona più come prima. Questa nebbia mentale che ti accompagna dal pranzo in poi sta diventando la tua normalità.

Se ti riconosci in questa descrizione, probabilmente hai già sentito parlare del Lion’s Mane. Il fungo con la criniera da leone. Quello che promette di “potenziare il cervello” e “migliorare la memoria”. Ma funziona davvero o è l’ennesima trovata marketing?

Dopo anni di ricerche e decine di feedback da lettori che l’hanno provato, ti racconto cosa dice la scienza, cosa ho osservato sul campo, e soprattutto cosa non ti dicono gli articoli promozionali.

Informazione importante

Questo contenuto è fornito a scopo informativo e non costituisce un parere medico. Consultare un professionista sanitario qualificato per qualsiasi decisione riguardante la propria salute.

Lion’s Mane in 30 secondi

  • Fungo che stimola NGF e supporta la neurogenesi
  • Benefici: memoria, concentrazione, umore (prove ancora preliminari)
  • Dosaggio: 500-3000 mg/giorno per almeno 4-8 settimane
  • Formati: capsule (comode) o polvere (economica)
  • Attenzione: consultare il medico se assumi farmaci

Cosa succede davvero nel tuo cervello quando assumi Lion’s Mane

L’Hericium erinaceus non è un fungo qualsiasi. Da secoli viene utilizzato nella medicina tradizionale cinese e giapponese, ma solo negli ultimi vent’anni la ricerca ha iniziato a capire perché.

Il punto centrale è una proteina chiamata NGF, il Fattore di Crescita Nervosa. Secondo una ricerca pubblicata nel 2023 sul Journal of Neurochemistry, i composti attivi del Lion’s Mane (erinacine e hericenoni) sono in grado di attraversare la barriera ematoencefalica e stimolare la produzione di questa proteina.

La concentrazione pomeridiana: il tallone d’Achille di chi lavora molte ore al computer



Tradotto? Il NGF aiuta i neuroni a crescere, sopravvivere e creare nuove connessioni. È il meccanismo alla base della plasticità cerebrale, quella capacità del cervello di adattarsi e imparare cose nuove.

NGF: la chiave del meccanismo Lion’s Mane

Il NGF (Nerve Growth Factor) è una proteina scoperta dalla premio Nobel Rita Levi-Montalcini. Secondo una review del 2023 pubblicata su PMC, la somministrazione orale di Lion’s Mane per 7 giorni ha aumentato l’espressione del gene NGF di 5 volte nell’ippocampo dei topi. L’ippocampo è la zona del cervello cruciale per memoria e apprendimento.

Detto questo, siamo onesti: la maggior parte di queste ricerche è stata condotta su animali o in laboratorio. È teoria che funziona in provetta. Ma cosa succede quando passiamo agli esseri umani?

Memoria, concentrazione, umore: cosa dicono gli studi (e cosa no)

Qui le cose si fanno interessanti. E più complicate.

Lo studio Mori del 2009, citato praticamente ovunque, ha testato il Lion’s Mane su 30 giapponesi con deterioramento cognitivo lieve. 3000 mg al giorno per 16 settimane. Risultato: miglioramenti significativi rispetto al placebo. Suona bene, no?

Ma 30 persone non sono un campione rappresentativo. Ed erano tutti anziani con problemi cognitivi già esistenti. Cosa succede se sei una persona sana di 35 anni che vuole semplicemente “pensare meglio”?

Nel mio lavoro di divulgazione sui funghi medicinali come alternativa naturale, mi capita spesso di dover frenare gli entusiasmi. La realtà è più sfumata di quanto il marketing voglia farti credere.

Cosa sappiamo davvero: livello di evidenza per beneficio
Beneficio Tipo studi Livello evidenza Note
Stimolazione NGF In vitro + animali Solido Meccanismo ben documentato
Memoria anziani MCI Umani (piccoli campioni) Promettente Studio Mori 2009 + Saitsu 2019
Concentrazione adulti sani Umani (limitati) Preliminare Servono più studi
Umore e ansia Umani (limitati) Preliminare Effetti modesti osservati

Cosa mi colpisce di questa tabella? Che il beneficio più solido (stimolazione NGF) non è stato mai testato direttamente negli umani. Sappiamo che funziona nei topi. Ipotizziamo che funzioni anche in noi. Ma ipotesi e certezze sono due cose diverse.

Se stai cercando integratori di qualità per provare in prima persona, su frenchmush.com trovi una selezione di prodotti a base di Lion’s Mane con certificazioni verificabili.

Cosa gli studi NON dimostrano (ancora)

La maggior parte delle ricerche è su animali o su campioni umani molto piccoli. Secondo l’analisi di Altroconsumo del 2025, l’EFSA non ha autorizzato alcun claim salutistico per gli integratori a base di Lion’s Mane. Non esistono studi a lungo termine superiori a un anno. I benefici promessi dal marketing spesso superano le prove disponibili.

Questa è la parte che nessuno vuole sentirti dire. Ma preferisco che tu prenda una decisione informata piuttosto che illuderti con promesse esagerate.

Come assumere il Lion’s Mane per risultati concreti

Mi ha scritto Giulia qualche mese fa, dopo aver letto un mio articolo sui funghi medicinali. Lavora da casa a Milano, due figli, e quella stanchezza pomeridiana che la portava a bere tre caffè al giorno. Il caffè però la rendeva nervosa.

Ha provato il Lion’s Mane. Primo mese: niente. Stava per mollare. “Matteo, ho buttato 40 euro,” mi ha scritto. Le ho risposto di aspettare ancora un po’. Al secondo mese ha iniziato a notare qualcosa: meno stanchezza dopo pranzo, ma non quel “boost cognitivo miracoloso” che sperava.

La lezione? Il Lion’s Mane non è una pillola magica. È un supporto che funziona insieme a sonno e alimentazione corretti.

Gli estratti standardizzati garantiscono dosaggi precisi di principi attivi



Veniamo ai numeri concreti. Negli studi clinici i dosaggi variano tra 500 e 3000 mg al giorno. Lo studio Mori usava 3000 mg divisi in tre somministrazioni. Altri studi hanno testato 1.8 grammi. Non esiste un dosaggio universale, ma sotto i 500 mg probabilmente stai perdendo tempo.


  • Nessun effetto percepibile (normale, non mollare)

  • Prime sensazioni di maggiore lucidità in alcuni

  • Miglioramenti più stabili nella concentrazione

  • Benefici consolidati (se ci sono)

L’errore più frequente che vedo? Aspettarsi risultati dopo una settimana. I composti attivi hanno bisogno di almeno 4-8 settimane per mostrare effetti apprezzabili. Se molli prima, non saprai mai se avrebbe funzionato.

Il mio consiglio dopo anni di ricerche: Per chi inizia, consiglio capsule con estratto standardizzato (cerca almeno 30% di beta-glucani in etichetta) piuttosto che polvere generica. Costa di più, ma almeno sai cosa stai assumendo. La polvere non titolata è una scommessa: potresti avere principi attivi, potresti avere solo amido.

Una nota sulla sicurezza: gli effetti collaterali riportati negli studi sono rari e lievi. Disturbi gastrointestinali, mal di testa occasionale. Ma se assumi anticoagulanti o farmaci per il diabete, parla con il medico prima di iniziare. Non perché ci siano prove di interazioni gravi, ma per precauzione.

Le tue domande sul Lion’s Mane

Raccolgo le domande che mi arrivano più spesso da chi mi segue. Se hai altri dubbi, l’argomento merita un approfondimento: qui trovi una guida completa sull’importanza dei funghi medicinali per la salute.

Quanto tempo ci vuole per vedere effetti?

Minimo 4 settimane, più realisticamente 8-12. Gli studi clinici duravano 12-16 settimane. Se dopo 3 mesi non noti nulla, probabilmente non è l’integratore giusto per te.

Posso prenderlo insieme al caffè?

Sì, non ci sono interazioni note con la caffeina. Anzi, alcuni lo combinano proprio per avere energia senza nervosismo. Però se il caffè ti dà già problemi, il Lion’s Mane non li risolverà.

Ci sono effetti collaterali?

Negli studi pubblicati non sono stati segnalati effetti collaterali gravi. I più comuni (rari): disturbi gastrointestinali, mal di testa. Se sei allergico ai funghi, evita.

Meglio capsule o polvere?

Capsule con estratto standardizzato se vuoi certezze sul contenuto. Polvere se hai budget limitato e non ti importa del gusto terroso. La polvere semplice (non estratto) contiene meno principi attivi concentrati.

È sicuro a lungo termine?

Non abbiamo dati oltre i 4-6 mesi di assunzione continua. Il fungo è consumato da secoli in Asia senza problemi noti, ma “tradizione” e “prove scientifiche” sono cose diverse. Fai pause periodiche.

E adesso?

Il Lion’s Mane non è la bacchetta magica che il marketing vorrebbe venderti. Ma non è nemmeno una bufala. È un integratore con meccanismi biologici plausibili, prove preliminari interessanti, e limiti che vale la pena conoscere.

Prima di iniziare: checklist pratica


  • Verifica le basi: dormi abbastanza? Mangi decentemente? Il Lion’s Mane non compensa uno stile di vita disastroso

  • Scegli un prodotto con estratto standardizzato e percentuale beta-glucani indicata

  • Impegnati per almeno 8 settimane prima di trarre conclusioni

  • Se assumi farmaci, parla con il medico

Precisazioni importanti sul Lion’s Mane

Gli integratori non sostituiscono una dieta equilibrata e uno stile di vita sano. Gli effetti possono variare significativamente da persona a persona. Molti studi sono condotti su animali o con campioni umani limitati. Per precauzione, chi assume anticoagulanti o farmaci per il diabete dovrebbe consultare il proprio medico curante prima di iniziare qualsiasi integrazione.

Scritto da Matteo Santoro, divulgatore scientifico specializzato in funghi medicinali e nutraceutici. Collabora con diverse testate del settore benessere dal 2019 e ha approfondito il tema dei nootropi naturali attraverso ricerche personali e confronto costante con la letteratura scientifica internazionale. Il suo approccio privilegia l'equilibrio tra rigore scientifico e accessibilità, evitando sia lo scetticismo pregiudiziale che l'entusiasmo acritico.